Come donare il midollo osseo

Il Midollo Osseo: questo grande sconosciuto
Si, credo proprio questo, cioè che gran parte delle persone non abbiano le idee chiare su che cosa sia il midollo osseo, a che cosa serva, e quindi perché quando non funziona più, sia importante sostituirlo con quello di un’altra persona sana (il donatore). Cercherò, rispondendo ad una serie di domande, di fare chiarezza su questo argomento, almeno spero.

Che cos’è il Midollo Osseo
Sgomberiamo subito il campo da quello che è il maggior equivoco su questo argomento che purtroppo si è andato consolidando, spesso sostenuto e alimentato da certi Mass-Media disinformati.Intanto il Midollo Osseo (M.O.) non è il Midollo Spinale.Il Midollo Osseo fa parte del tessuto sangue (spesso è chiamato appunto sangue midollare) ed è costituito dalle cellule staminali emopoietiche (CSE).Queste cellule sono le cellule madri, le cellule progenitrici dei globuli rossi, dei globuli bianchi e delle piastrine che normalmente circolano nel nostro sistema sanguigno . Il compito di queste CSE è quello di rimpiazzare appunto le cellule del sangue che periodicamente, al termine del loro ciclo vitale, vanno a morte.

Dove si trova il Midollo Osseo?
Il Midollo Osseo si trova nelle ossa piatte del nostro organismo che sono rappresentate da:

  • Le ossa del cranio
  • Lo sterno
  • Le ossa del bacino

Quindi il Midollo Osseo non ha niente a che vedere con il Midollo Spinale presente nella colonna vertebrale che invece è composto,tra l’altro, da cellule nervose che sono cellule perenni (cioè che non sono capaci di riprodursi). Questa caratteristica rende impensabile la loro donazione.Per questo mi piace sottolineare che con la donazione del Midollo Osseo non si rischia di rimanere paralizzati, di perdere l’uso degli arti.

Perchè donare il Midollo Osseo?
Purtroppo ci sono persone affette da malattie, soprattutto malattie del sangue (leucemie, aplasie midollari, talassemie ecc) nelle quali queste cellule staminali emopoietiche,di cui si è accennato prima, funzionano male o non funzionano affatto e perciò la sopravvivenza del malato è compromessa .
In molti di questi casi dopo aver tentato invano vari approcci terapeutici con i farmaci o con l’autotrapianto di midollo osseo prelevato al paziente nei periodi di remissione della malattia, non rimane altro che la sostituzione, tramite il trapianto, delle cellule staminali del paziente con quelle sane di un donatore.
Si può stimare che solo in Italia, circa un migliaio di persone ogni anno, di cui quasi la metà bambini, possono trovare giovamento da questo tipo di intervento.

Perchè è dificile trovare un donatore compatibile?
A questo punto purtroppo nasce un’altra difficoltà .Infatti affinché questo trapianto o per meglio dire infusione di cellule staminali possa andare a buon fine, occorre che le cellule del donatore e del ricevente siano “ uguali”, cioè in particolare che siano uguali le molecole HLA che si trovano sulla membrana esterna delle loro cellule: altrimenti il ricevente non potrà riconoscere come proprie, come “self” le cellule del midollo osseo provenienti dal donatore e andrà incontro prima al rigetto e poi a morte sicura.
Ma le difficoltà non finiscono qui, in quanto queste molecole HLA sono centinaia e centinaia,suddivise in classi, diverse una dall’altra e sono variamente distribuite nella popolazione .
Quindi alla nascita ogni individuo eredita metà molecole HLA dal padre e metà dalla madre dando luogo ad una nuova combinazione. Dato il polimorfismo del sistema HLA le combinazioni possibili sono milardi: quindi trovare due individui non apparentati “HLA identici” o come si dice in gergo compatibili è estremamente difficile. In natura la compatibilità al 100% si trova solo nei gemelli monoovulari oppure con la probabilità di 1:4 nei fratelli nati dagli stessi genitori.

Perchè diventare donatore di Midollo Osseo?
Purtroppo il 65% dei pazienti indirizzati al trapianto di Midollo Osseo però non ha fratelli o sorelle,o se ce l’ha, questi non sono compatibili con loro. Per questo sono nati in quasi tutti i paesi del mondo i Registri dei Donatori di Midollo Osseo che raggruppano individui disponibili a donare le proprie cellule staminali emopoietiche a favore di pazienti che le necessitano in maniera gratuita, anonima e senza pregiudizi di razza, religione o altro con un gesto di altissimo valore umano.
Questi Registri sono delle banche dati collegate tra loro in una rete internazionale e rendono accessibile ad ogni singolo paziente in attesa di trapianto un pool di donatori abbastanza ampio .
Questa strategia si è resa necessaria per aumentare la probabilità di reperire un donatore compatibile che,dato l’altissimo numero di combinazioni possibili del sistema HLA, oscilla tra 1:100 e 1:100.000 .
Ecco perché, entro certi limiti, più alto è il numero dei Donatori di Midollo Osseo, più alta è la probabilità per un paziente di trovare un donatore compatibile.

Perchè ancora non bastano i DMO?
Nel mondo ci sono più di 10 milioni di DMO, in Italia sono oltre 340.000, in Toscana sono circa 20.000 e nella nostra provincia oltre 4.000. Dal 1989 al 2006 in Italia 1733 DMO hanno donato a favore di 1182 pazienti italiani e 551 esteri; mentre nello stesso periodo 2833 donatori esteri hanno donato per altrettanti pazienti italiani.
Ma tutto questo non basta ancora: ce lo dimostrano purtroppo le tristi storie che leggiamo quasi quotidianamente di tante, trope persone che muoiono, spesso perchè non hanno trovato un donatore compatibile.

Chi può candidarsi come donatore di Midollo Osseo?
Il donatore al momento dell’iscrizione, deve avere un’età preferibilmente compresa tra 18 e 35 anni ed un peso corporeo superiore a 50 Kg. Il sesso è indifferente. È opportuno che sia sano o comunque non affetto da malattie croniche ai principali organi o apparati.
I suoi requisiti devono rientrare nelle caratteristiche richieste dalla legge trasfusionale italiana per i donatori di sangue. Se comunque egli è già a conoscenza di una patologia pregressa, non deve presentarsi come candidato alla donazione. Un’altra controindicazione alla donazione è l’assunzione di farmaci in maniera continuativa eccetto la pillola anticoncezionale.
Allorché il candidato donatore soddisfa a tutte le regole del reclutamento viene caratterizzato (tipizzato) per gli antigeni HLA. Questo esame, che viene eseguito su una piccola quantità di sangue (circa 10 ml prelevati anche non a digiuno), è abbastanza complesso e viene eseguito solo da alcuni laboratori specializzati (qui a Livorno presso il Centro Trasfusionale, Sezione di Tipizzazione Tissutale). Questo è un esame è identificativo: serve cioè ad identificare quali molecole HLA sono presenti sulle cellule di quel donatore; non è un esame attitudinale: non accerta se il potenziale donatore di midollo osseo è sano o è malato, in quanto appare ragionevole che l’elettrocardiogramma, gli esami di chimica clinica e quelli per la diagnosi delle infezioni virali (HIV;HCV;HBV) vengano eseguiti immediatamente prima dell’eventuale prelievo di cellule staminali, potendosi il soggetto ammalare nel corso della vita.

Come si fa a diventare donatori di Midollo Osseo?
Per diventare donatori di midollo osseo è necessario firmare il consenso informato e sottoporsi ad un semplice prelievo di sangue ( come per una normale analisi). Non occorre impegnativa del medico.
Una volta che il potenziale donatore è stato tipizzato per i suoi antigeni HLA, questi suoi
dati genetici vengono registrati in un archivio informatico e trasferiti, attraverso il Registro Regionale, al Registro Nazionale Donatori di Midollo Osseo.
Ovviamente l’adesione iniziale firmata in corrispondenza del primo prelievo ha solo un valore morale e fino all’ultimo momento il potenziale donatore ha il diritto di ritirare il suo consenso alla donazione,anche se è facile immaginare le conseguenze di tale gesto soprattutto per il paziente.
Il donatore che non ritira il suo consenso rimarrà iscritto nel Registro Donatori di Midollo Osseo sino al compimento del suo 55° anno di età.

Cosa succede al donatore che risulta compatibile con un paziente?
Successivamente quando verrà accertato che esiste compatibilità tra un paziente in attesa di trapianto e un donatore, relativamente ad una prima serie di molecole HLA (“di primo livello” ), questo donatore sarà richiamato per ulteriori prelievi di sangue, necessari per indagini genetiche più specifiche, più approfondite al fine di confermare definitivamente la compatibilità tra i due soggetti. Se questa compatibilità è confermata nelle fasi successive delle indagini (“secondo e terzo livello”) il donatore verrà convocato, compatibilmente con i suoi impegni di lavoro, di studio, di famiglia presso il Centro Trapianti più vicino (per la Toscana a Firenze – Ospedale di Careggi) per la donazione vera e propria delle sue cellule staminali emopoietiche.
Viceversa è probabile che durante queste fasi successive delle indagini la compatibilità con il paziente decada e pertanto, il donatore non veda realizzato l’intento espresso all’iscrizione : donare le proprie cellule staminali per salvare una vita. Non importa! I suoi dati genetici ( ora più completi ) potranno risultare, in futuro, compatibili con quelli di un altro paziente.

Come avviene il prelievo di cellule staminali?
Attualmente le cellule stamianali emopoietiche vengono prelevate secondo due diverse modalità .
La scelta dipende dalle indicazioni del Centro Trapianti in base alle necessità del paziente e soprattutto dalla preferenza e disponibilità del donatore. La prima modalità di donazione è quella “storica e più antica” consistente nel prelievo di cellule staminali dalle creste iliache posteriori (ossa del bacino) mediante ripetute punture con aghi e siringhe sterili e richiede la ospedalizzazione del volontario. Trattandosi di punture ossee è necessario che il prelievo venga eseguito a scelta del donatore in anestesia generale o epidurale (viene anestetizzata solo la parte inferiore del corpo), risultando altrimenti doloroso. Il prelievo dura di norma 30-45 minuti.
La procedura non comporta danno o menomazioni al donatore, come dimostra l’esperienza di oltre 150 mila prelievi di Midollo Osseo effettuati in tutto il mondo.
Il prelievo prevede, come tutte le attività umane, rischi minimi, legati alla procedura stessa, che possono essere così suddivisi:

  • Rischio anestesiologico : l’anestesia viene comunque praticata su persone sane risultate non intolleranti a sostanze anestetiche
  • Rischio infettivologico :i siti di prelievo di Midollo Osseo sono suscettibili di infezione anche se molto remota nonostante l’uso di materiali sterili,monouso, “a perdere “.
  • Rischio di lesioni : durante la raccolta del Midollo Osseo è possibile provocare danni in loco ai tessuti causando,per esempio, sciatalgia.

Il donatore, al risveglio, potrà avvertire per un paio di giorni indolenzimento in genere contenuto nelle sedi del prelievo (ma la soglia del dolore è soggettiva) .Questa dolorabilità, dominabile con il normali antidolorifici, dopo tre giorni al massimo è praticamente nulla. La quantità di sangue midollare che viene prelevata varia in rapporto al volume corporeo del ricevente, ma è di norma compresa tra i 700 e i 1000 ml.
E’ opportuno comunque che, una settimana prima della data fissata per il prelievo di midollo osseo, il donatore si sottoponga al salasso di una o più unità di sangue che gli verranno reinfuse, in sala operatoria, per bilanciare il volume di sangue circolante.Dopo il prelievo il donatore di midollo osseo normalmente è tenuto sotto controllo in ospedale per 48 ore prima di essere dimesso e viene consigliato comunque un periodo di riposo precauzionale di 4-5 giorni. Quello che è importante sottolineare è che l’organismo del donatore non avverte nessun sintomo in conseguenza del prelievo del suo midollo osseo perché questo si ricostituisce spontaneamente in 7-10 giorni;Inoltre con questa modalità di prelievo non è necessario l’assunzione di farmaci né prima né dopo la donazione.

La seconda modalità è la donazione di cellule staminali emopoietiche con prelievo da sangue periferico dopo stimolazione con fattori di crescita. Poiché il sangue periferico, di norma, non contiene una quantità di cellule staminali circolanti sufficienti per ottenere un effetto terapeutico con il trapianto, è necessario, prima del prelievo di queste cellule, incrementare il loro numero. La donazione in questo caso prevede la somministrazione con iniezioni sottocutanee di un farmaco ripetute nei 4-5 giorni precedenti il prelievo. Il farmaco è un “fattore di crescita” che ha la proprietà di rendere più rapida la crescita delle cellule staminali e di facilitarne il passaggio dalle ossa al sangue periferico. Il prelievo di cellule staminali da sangue periferico avviene tramite aferesi impiegando separatori cellulari con circuiti e materiali rigorosamente sterili e monouso : il sangue,prelevato da un braccio, attraverso un circuito sterile entra in una centrifuga dove la componente cellulare utile al trapianto viene isolata e raccolta in una sacca, mentre il resto del sangue viene reinfuso nel braccio opposto.
Per raccogliere la quantità di cellule desiderata possono essere necessarie 2 procedure che si effettuano in giorni successivi. Per tale motivo, restando valide tutte le controindicazioni alla donazione già previste per la donazione di cellule staminali da midollo osseo, non sono considerati idonei con questa modalità coloro che hanno un accesso venoso difficoltoso.Inoltre possono presentarsi alcuni disturbi,solitamente di lieve o moderata entità, ben controllabili con i normali antidolorifici.
I possibili effetti collaterali sono rappresentati da :

  • Febbricola
  • Cefalea
  • Dolori ossei
  • Senso di affaticamento questi effetti, essendo legati alla somministrazione del farmaco, scompaiono rapidamente alla sospensione del trattamento farmacologio e non lasciano segnale.Nel mondo già diverse migliaia di donatori hanno donato cellule staminali da sangue periferico sottoponendosi a tale modalità e non sono state registrate problematiche legate all’assunzione del farmaco che non siano potute essere risolte. Si tratta di una procedura generalmente molto ben tollerata, che al contrario del precedente tipo di prelievo non richiede nessun tipo di anestesia.

Il donatore che effettua questo tipo di donazione viene seguito e sottoposto a esami di controllo nei 30 giorni successivi alla donazione stessa, per evitare qualunque possibile, e al momento ignota, conseguenza.
Tutto ciò rende chiaro che il donatore di midollo osseo è un donatore atipico:

  • diventa tale soltanto nel raro caso di compatibilità con un paziente
  • non si sa quando
  • non si sa per chi
  • può salvare la vita di un individuo con la sua donazione quando è ancora in vita e non post morte. Da quanto sopra,appare ragionevole prevedere che un donatore,qualunque sia la modalità del prelievo scelta, debba restare assente dalle sue normali occupazioni per non più di una settimana.

A questo punto spero che le idee su questo argomento siano un po’ più chiare di modo che la decisione: se diventare o meno un donatore di midollo osseo, rappresenti una scelta consapevole
(qualunque essa sia), frutto di una informazione corretta…… ma vi chiedo un altro piccolo sforzo: passate parola a tutti i giovani che conoscete!Con il vostro contributo potete aiutarci a donare nuove speranze a chi ne ha bisogno perché i pazienti di tutto il mondo già ora possono contare sull’aiuto di oltre 340.000 donatori italiani,ma occorrono sempre nuovi amici,ed allora grazie al vostro sostegno mi auguro che questo numero cresca sempre di più.

Dott. Riccardo Luti
Responsabile Sezione Tipizzazione Tissutale

P.S.: Il personale della Sezione di Tipizzazione Tissutale della U.O. di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale di Livorno (Tel. 0586/223040-223043) è pronto a fornire, senza impegno, tutte le ulteriori informazioni richieste.

LE DONAZIONI DEL 2021

  • SANGUE INTERO

    1615 DONAZIONI

    OBIETTIVO 5500

  • PLASMA

    987 DONAZIONI

    OBIETTIVO 4200

  • MULTICOMPONENT

    96 DONAZIONI

    OBIETTIVO 500

Numero delle donazioni di sangue intero, plasma e multicomponent durante l'anno in corso. Ultimo aggiornamento: 21-04-2021